Corea del Sud in famiglia: un viaggio tra meraviglia, tradizione e sorrisi

Corea del Sud in famiglia: un viaggio tra meraviglia, tradizione e sorrisi

Lunedì, 27. Aprile 2026

La nostra collaboratrice Marina Marchesoli ci racconta il suo straordinario viaggio in Corea del Sud, vissuto insieme alla sua famiglia. Tra città futuristiche, villaggi tradizionali e momenti indimenticabili con i suoi bambini, ci accompagna in un itinerario ricco di emozioni, scoperte e piccoli dettagli che rendono questa destinazione sorprendentemente perfetta anche per i più piccoli.

Il nostro viaggio in Corea del Sud, a giugno 2025, è stato una sorpresa continua.  

Io e la mia famiglia – due adulti e due bimbi piccoli di 6 e 2 anni – siamo partiti con curiosità e qualche domanda su come i più piccoli avrebbero vissuto un Paese così lontano dal nostro, e siamo tornati con il cuore pieno di ricordi, emozioni e momenti indimenticabili. 

Fin dai primi istanti ci siamo resi conto che la Corea è un luogo in cui le famiglie possono viaggiare in completa serenità: tutto è organizzato, pulito, sicuro e incredibilmente accogliente. 

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Abbiamo iniziato la nostra avventura a Seoul, soggiornando nel vivace quartiere di Hongdae. Le sue strade piene di colori, murales, negozi creativi e profumi di street food ci hanno subito conquistati. Nonostante il ritmo giovane e dinamico del quartiere, ci siamo sentiti completamente a nostro agio anche con i bambini, grazie alle tante caffetterie accoglienti, ai negozi pieni di personaggi adorabili e alla metropolitana vicina che ci ha permesso di muoverci in modo semplice e veloce. 

Nei nostri primi giorni a Seoul abbiamo vissuto uno dei momenti più speciali del viaggio: mia figlia ed io abbiamo indossato l’abito tradizionale coreano, l’hanbok, per passeggiare all’interno del palazzo reale. Camminare tra i cortili antichi, avvolti in tessuti colorati e leggeri, è stato come entrare in un’altra epoca.  

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Dopo aver esplorato la capitale, ci siamo spostati in treno verso Jeonju, città storica famosa per il suo villaggio tradizionale. Qui abbiamo dormito in un hanok, la tipica casa coreana in legno. Dormire sul futon, ascoltare il silenzio delle corti interne e vivere per un giorno in un’atmosfera sospesa nel tempo è stato meraviglioso. I bambini si sono divertiti tra porte scorrevoli e spazi che sembravano usciti da un cartone animato. Passeggiare nel Jeonju Hanok Village, con le sue strade acciottolate e il profumo dei piatti locali nell’aria, ci ha regalato ore serene e poetiche, perfette per rallentare il ritmo. 

 

La tappa successiva è stata Gyeongju, l’antica capitale del regno di Silla, un vero e proprio museo a cielo aperto. Gli ampi spazi verdi, i tumuli che sembrano dolci colline e gli antichi palazzi immersi nella natura hanno reso la visita facilmente godibile anche per i più piccoli. Ogni luogo raccontava secoli di storia senza bisogno di tante parole, e l’atmosfera tranquilla della città ci ha fatto sentire in armonia con il tempo e con la natura. 

Dopo la quiete di Gyeongju abbiamo raggiunto Busan, dove la Corea cambia completamente volto. Il mare, il profumo di pesce fresco e i mercati vivaci creano un’atmosfera più rilassata e luminosa. Le giornate sono trascorse tra spiagge ampie, come quella di Haeundae, in cui i bambini correvano felici, e il coloratissimo Gamcheon Culture Village, un intreccio di case variopinte, murales e piccoli vicoli da esplorare. Il mercato di Jagalchi ci ha immersi nella Corea più autentica, tra voci, sorrisi e bancarelle di ogni tipo. 

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Per gli ultimi due giorni siamo tornati a Seoul, scegliendo un ritmo più lento. Abbiamo passeggiato lungo il Cheonggyecheon, il ruscello che scorre nel cuore della città, e ci siamo goduti qualche momento di shopping tra cosmetici coreani e souvenir per i bambini. Uno dei momenti più emozionanti di questa seconda parte del soggiorno è stata la salita sulla collina della Namsan Tower: una vista mozzafiato sulla città, un panorama infinito e la sensazione di abbracciare tutta Seoul dall’alto. È stato il modo perfetto per salutare la capitale. 

Il cibo, in ogni tappa, ha avuto un ruolo importante: barbecue coreano, bibimbap, kimbap, noodles, zuppe fumanti e dolci morbidissimi come il Sea salt bread, una brioche profumata di burro che è diventata la merenda preferita dei miei bimbi. Non sempre è stato semplice trovare piatti poco piccanti per i bambini, ma alla fine ci siamo sempre arrangiati egregiamente. 

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La Corea del Sud è un Paese accogliente, sicuro e straordinariamente attento alle famiglie. Le metropolitane sono comode e accessibili, i bagni pubblici puliti e ben distribuiti, e le persone sono sempre pronte ad aiutare quando vedono dei bambini. È un luogo che riesce a unire modernità e tradizione, ordine e creatività, natura e città scintillanti. Per noi è stata un’esperienza preziosa, ricca di ricordi, sapori, colori e sorrisi. E sicuramente è un viaggio che rifaremmo senza esitazioni.